22/04/2012

Pier Paolo Pasolini, Veltroni scrive ad Alfano: «Oggi la scienza può dirci la verità su quel delitto»

Pier Paolo Pasolini, Veltroni scrive ad Alfano: «Oggi la scienza può dirci la verità su quel delitto»

 
"Pagine corsare"
LA VITA - CRONACA DEI FATTI

 

Gentile Ministro Alfano, vorrei cominciare questa lettera aperta con parole che vengono da lontano nel tempo: «Ritiene il collegio che dagli atti emerga in modo imponente la prova che quella notte all’Idroscalo il Pelosi non era solo». È così che il presidente del Tribunale dei minorenni Alfredo Carlo Moro fissò il suo giudizio e il senso della sentenza con la quale il Pelosi fu condannato a quasi dieci anni di reclusione per l’uccisione di Pier Paolo Pasolini, intellettuale italiano. Le sentenze successive hanno confermato la responsabilità del ragazzo ma hanno sostenuto che lui fosse solo, quella notte. La verità processuale è fissata in quel giudizio della sentenza di secondo grado: «È estremamente improbabile che Pelosi abbia potuto avere uno o più complici». «Estremamente improbabile» non significa «assolutamente impossibile». D'altra parte quel ragazzo, uno che sembrava sociologicamente e fisicamente l'incarnazione di un personaggio pasoliniano, aveva fornito una confessione piena che escludeva il concorso di altri. Dunque perché cercare ancora?
 
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Eduardo, L'ARTE DELLA COMMEDIA, dal 1900 al 1920

L'ARTE DELLA COMMEDIA



 




 

1900-1905

 


Luisa De Filippo e ScarpettaEduardo De Filippo nasce a Napoli, in via Giovanni Bausan, il 24 maggio 1900. Sua madre, Luisa De Filippo (1878-1944), appartiene a una modesta famiglia di commercianti di carbone. Suo padre, il commendator Eduardo Scarpetta (1853-1925), è un autore e attore comico di grande successo; non un figlio d’arte, ma l’ultimogenito di un "ufficiale di prima classe agli affari ecclesiastici al Ministero" (ES 1922). Sul favore del pubblico, un pubblico borghese che va a teatro per divertirsi, Scarpetta ha costruito la propria fama e una solida ricchezza. Il successo gli ha procurato pero’ anche parecchi avversari tra gli intellettuali e gli scrittori napoletani che lo accusano di avere contribuito ad affossare, col suo repertorio troppo disimpegnato e facile, in gran parte importato dalla Francia, la più autentica tradizione teatrale napoletana, sostituendo nel favore del pubblico la maschera borghese di Felice Sciosciammocca a quella, ben più antica e nobile, di Pulcinella.

 

 

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LA STORIA DEL ROCK

LA STORIA DEL ROCK
IL CORVO
 
 
 
 
 

La musica rock (conosciuta, spesso, anche solo come rock) è un genere musicale, nato nel corso degli anni cinquanta e anni sessanta negli Stati Uniti e nel Regno Unito, che trae le sue origini nella musica dei decenni precedenti, in particolare nel rock and roll, nel rhythm and blues, nel country, con richiami di musica folk. Il suono del rock ruota spesso intorno alla chitarra elettrica, alla quale si aggiungono strumenti ritmici come il basso elettrico, la batteria, e strumenti a tastiera come l'organo Hammond, il pianoforte, la tastiera e, alla fine degli anni sessanta, sintetizzatore;

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05/04/2012

"na santarella, atto terzo.

 

L'ARTE DELLA COMMEDIA

"LE OPERE"

’na santarella

da Mam’zelle Nitouche, di Weilhac e Milland

Commedia in tre atti di Eduardo Scarpetta

ATTO TERZO

La medesima scena del primo atto, l’indomani mattina presto.

SCENA PRIMA

Felice e Nannina.

NANNINA (vestita come al finale del secondo atto, col mantello addosso. Al levarsi della tela è appena discesa dal muro di cinta in fondo al giardino): Scennite... scennite, maestro... facite ambressa!

FELICE (è ancora sul muro. Anch’esso si trova nelle stesse condizioni del finale del secondo atto): Mannaggia ll’arma de mammeta! Vide si ce sta nisciuno!

NANNINA (viene cautamente avanti e guarda per la scena): Nonsignore, nun ce sta nisciuno... scennite!

FELICE (scende dal muro e viene avanti. Ha un cerotto sul naso): Mamma mia...
 
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22/02/2012

PASOLINI PER ME...

PASOLINI PER ME...

 
 
"Pagine corsare"
 
LA SAGGISTICA

Pasolini per me...
 
di Bruno Esposito (Il Corvo)

 
Un artista a 360°, molto complesso e sempre controcorrente. Appassionato osservatore della realtà che lo circondava, Pasolini ha subìto a lungo la condizione di emarginazione che sempre accompagna chi, per vocazione, non scende a compromessi, e a testa alta palesa le sue idee, a volte estremamente crude.
La sua fotografia della realtà non era semplicemente legata alla denuncia, attraverso la potente arma della letteratura; riguardava anche la sua figura di intellettuale - politico, militante- le cui posizioni lo misero spesso in aperto contrasto con gli stessi esponenti di quella sinistra alla quale aderiva da sempre.
Sprezzante, tagliente, amara, la sua posizione politica non si è mai avvalsa di mezze misure. Quello che è stato ribattezzato come grande intellettuale marxista italiano, rifiutava il ruolo servile di intellettuale-funzionario, che deve sottomettersi alla logica di partito senza opporvi critiche.
Fu, con grande coraggio, un pensatore che si schierò dalla parte di ciò in cui credeva, che voleva difendere e testimoniare in prima persona: per questa sua onestà ideologica fu messo da parte, in una situazione di isolamento che egli stesso descriveva come simile alla morte. Sotto vi propongo un'intervista che Enzo Biagi fece a Pasolini...
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Marxismo e religiosità

Marxismo e religiosità

 
"Pagine corsare"
LA SAGGISTICA

Marxismo e religiosità
 
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Tra il 1960 e il 1965 Pasolini, attraverso le pagine di "Vie Nuove", il settimanale delPartito comunista italiano, è impegnato a tenere una rubrica di "dialoghi con i lettori".Si tratta di una documentazione preziosa per i contributi che lo scrittore-regista forniscesoprattutto sui molti avvenimenti storici e socio-politici di quel periodo.I "dialoghi con i lettori" furono poi raccolti a cura di Gian Carlo Ferretti e pubblicati nel 1977 da Editori Riuniti con il titolo Le belle bandiere. Il "dialogo" che segue è tratto da una riedizione pubblicata dall'"Unità" con Einaudied Editori Riuniti nel 1991.Ciò che qui proponiamo è la risposta che Pier Paolo Pasolini diede ad alcunilettorisul tema "Marxismo e religiosità, apparsa sul n. 47 del 30 novembre 1961 di "Vie Nuove"
 
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Egregio Pasolini, se mi permette, vorrei dare la mia risposta alla domanda posta da Lei all'operaio Siviero e al gruppo dei cremonesi (1). Perché bisogna parlare necessariamente di "morti della coscienza" e "tradimenti dell propria classe sociale"? Non crede, Pasolini, che solo il fatto che Lei si ritenga educato borghesemente e traditore della Sua classe sociale sia un moto negativo della Sua coscienza? Mi perdoni se ho cominciato a rispondere domandando a mia volta, ma io ritengo che a un dato punto della vita ogni essere umano abbia dei "moti": chi abraccia una fede diversa, chi un lavoro nuovo, ed anche chi uccide per cambiare il proprio stato sociale. Per questo molta gente soffre, e io credo alle Sue rinunce, ai Suoi sacrifici; ma secondo me non è, Le ripeto, una cosa positiva, penso che nasca semplicemente da una debolezza umana, dal bisogno di una bontà che non si è ancora trovata, dalla delusione. Non dall'educazione borghese sbagliata. Io credo, forse puerilmente, che al mondo esista un'unica classe sociale. Mi scusi se non sono d'accordo con Lei, anche se L'ammiro sinceramente per la Sua lotta nella vita.
L.C.G. - Genova
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Caro Pasolini, vorrei riferirti la mia opinione in merito alla domanda importante che hai posto all'operaio Siviero e al gruppo dei cremonesi. Sono un giovane unirsersitario, di provenienza borghese, marxista, non iscritto al Pci. Secondo me la qualifica politica più esatta da dare ai medi e piccoli borghesi non è quella di capitalisti, ma di "lacché" del capitalismo. E poiché non è detto che chi è nato servo deve morire servo, mi sembra logico che anche un borghese possa far suoi quegli ideali di libertà politica e di una società senza classi, cioè senza padroni, che sono propri dell'ideologia comunista. Altrimenti bisognerebbe ammettere cbe i borghesi devono essere tutti fascisti; ma la Resistenza ha dimostrato che non a tutti è gradita la sudditanza agli interessi del padronato. Credo di poter concludere che il "tradimento", della borghesia, per quanto mi riguarda, sia dovuto all'esigenza umanistica di volere una società di uomini liberi dove i meriti di ciascuno vengano giustamente valutati. Qui non si tratta certamente di impugnare le armi della rivolta in difesa delle classi operaie e contadine, ma di difendere i propri concreti interessi umani e scientifici. Alla base della conversione al marxismo da parte di un borghese stanno quindi, oltre che chiarezza e profondità di visione della storia, concreti interessi, anche se poi sublimati in ideali. Distinti saluti.
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Pier Paolo Pasolini: uno scandaloso eretico dei nostri tempi

Pier Paolo Pasolini: uno scandaloso eretico dei nostri tempi


Pier Paolo Pasolini: uno scandaloso ereticodei nostri tempi

Di Bruno Esposito (Il Corvo)


 

 
In Trasumanar e organizzar (1971) Pasolini spiega che: “l'eresia richiede una grande pazienza: bisogna ripetere mille volte la stessa cosa, per predicare; una predica che veramente distrugga come il barbaro nelle sue invasioni. E pensare che la ribalda e superba gioia giovanile di possedere una novità eretica non contiene (né altro può essere) che nuova ortodossia”


Pier Paolo Pasolini appartiene a quelle personalità forti e straordinarie che fanno la loro comparsa, inaspettatamente, in momenti storici particolari, segnando con la loro presenza viva, attiva e diversa un modo di essere e di pensare, fino a diventare vittime di martirio. “Ah, gridare è poco, ed è poco tacere: niente può esprimere un'esistenza intera!”.Pasolini nasce, vivrà e morirà come poeta e sempre tale egli si proclamerà... “Per essere poeti, bisogna avere molto tempo: ore e ore di solitudine sono il solo modo perché si formi qualcosa, che è forza, abbandono, vizio, libertà, per dare stile al caos.”
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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Pier Paolo Pasolini e il fatto cristiano .

Feb
21

Pier Paolo Pasolini e il fatto cristiano .

Pier Paolo Pasolini e il fatto cristiano

Di Bruno Esposito (Il Corvo)

Da qualche parte ho letto questo ……

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Il rapporto tra Pasolini e il fatto cristiano è complesso: sembra apparire e svanire, ma non si perde mai, come un filo intessuto in profondità nella trama di tutta la sua storia.

Pasolini, da ragazzo, come egli stesso continuamente testimonia (e a dire il vero tutti riconoscono), è stato sicuramente cristiano e cattolico, con un'adesione lancinante, anche se, pensiamo, istintiva piuttosto che maturata nella consapevolezza, alla Chiesa e soprattutto alla figura di Cristo.

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Questa è una delle questioni più spinose, e anche controverse, sulla quale però Pasolini stesso si è espresso molte volte.
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Pier Paolo Pasolini e il fatto cristiano .

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18/02/2012

Maggio 1955, nasce "Officina"

Maggio 1955, nasce "Officina"



Maggio 1955
Un importante sodalizio produce «Officina»
«fascicolo bimestrale di poesia»
Francesco Leonetti, Pier Paolo Pasolini, Roberto Roversi


 
“Siamo ai Giardini Margherita, seduti su un prato appena tagliato; fra lo splendore giallo s’alza un profumo compatto, molto padano, del fieno falciato, a cumuli, che si sta asciugando. Poca gente, solo presenze colorate di donne e ragazze che camminano qua e là. Noi tre seduti parliamo di una rivista che vogliamo fare, che dobbiamo fare. Il nome già proposto è Eredi. Parliamo con una leggerezza che è felicità, per una cosa finalmente importante; per una decisione nostra che dovremo realizzare impegnandoci. Ci sentiamo infervorati. Passa un uomo in bicicletta, è in borghese; adagio, cerca con la testa; ha bisogno di parlare? Ci vede, si avvicina, non si ferma; dice a voce bassa: Hitler ha invaso la Russia. È il 22 giugno del ’41 e noi eravamo fuori dal mondo.”
Chi parla è Roberto Roversi e quando dice “noi” dice Pasolini Leonetti e (appunto) Roversi.
La storia ha inizio nel ’47. Roversi, allora studente, prende una decisione un po’ assurda e acquista in blocco venti sacchi di iuta, tutto quel che resta di una biblioteca nobiliare in rovina. Da uno dei sacchi estrae un libro a caso: il Palmaverde (annuario di casa Savoia). Un battesimo dadaista per la neonata Libreria Palmaverde.
Con la guerra Leonetti da una parte, Roversi dall’altra (in senso esclusivamente geografico) Pasolini sfollato a Casarsa. I primi a ritrovarsi sono Leonetti e Roversi, poi – verso la metà degli anni cinquanta – li raggiunge anche Pasolini. P.P.P. allora ha 33 anni, lavora a “Le ceneri di Gramsci” e “Passione e ideologia”, da insegnante precario in una scuola di Ciampino è diventato un affermato sceneggiatore cinematografico, ha pubblicato il primo capitolo di “Ragazzi di vita” su Paragone e l’editore Garzanti gli spedisce un assegno mensile come anticipo sul resto del romanzo.
 
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PASOLINI PER ME...

PASOLINI PER ME...


Un artista a 360°, molto complesso e sempre controcorrente. Appassionato osservatore della realtà che lo circondava, Pasolini ha subìto a lungo la condizione di emarginazione che sempre accompagna chi, per vocazione, non scende a compromessi, e a testa alta palesa le sue idee, a volte estremamente crude.
La sua fotografia della realtà non era semplicemente legata alla denuncia, attraverso la potente arma della letteratura; riguardava anche la sua figura di intellettuale - politico, militante- le cui posizioni lo misero spesso in aperto contrasto con gli stessi esponenti di quella sinistra alla quale aderiva da sempre.
Sprezzante, tagliente, amara, la sua posizione politica non si è mai avvalsa di mezze misure. Quello che è stato ribattezzato come grande intellettuale marxista italiano, rifiutava il ruolo servile di intellettuale-funzionario, che deve sottomettersi alla logica di partito senza opporvi critiche.
Fu, con grande coraggio, un pensatore che si schierò dalla parte di ciò in cui credeva, che voleva difendere e testimoniare in prima persona: per questa sua onestà ideologica fu messo da parte, in una situazione di isolamento che egli stesso descriveva come simile alla morte. Sotto vi propongo un'intervista che Enzo Biagi fece a Pasolini...
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Se questo è un capolavoro

Se questo è un capolavoro

Andy Warhol nell'icona "industriale", uno splendore intravisto
di Giuseppe Frangi

 
 
È possibile interpretare l’artista più programmaticamente superficiale del ’900 in una prospettiva di profondità? Il mondo di Andy Warhol è sempre stato guardato a senso unico, tutto orizzontale: anche perché lui stesso non ha mai suggerito altri sguardi diversi su di sé. Ma poiché stiamo parlando del personaggio che sicuramente ha avuto più influenza non solo sugli altri artisti ma anche sull’immaginario di tutti nella seconda metà del ’900, è bene sospettare di ogni semplicismo.

A metterci sul “chi va là” è uno che aveva sempre sguardi non scontati sulle cose, Pier Paolo Pasolini. Descrivendo la celebre Golden Marilyn del 1962 Pasolini fece un paragone assolutamente inatteso. Disse che Warhol produceva immagini come i bizantini: frontali e seriali. Non solo: aggiunse anche una notazione stupenda. Che l’abside di Warhol era il mondo. Proviamo a seguire la traccia suggerita da Pasolini. Warhol in effetti ha sempre una visione frontale della realtà. Nel senso che non ha mai secondi piani, ma solo primi; non ha mai retropensieri. La nettezza di sguardo il fattore che lo contraddistingue, una pulizia formale che richiama proprio la linearità di quelle figure ieratiche della cultura bizantina. È un indizio più che sufficiente per non liquidare l’orizzontalità delle sue opere come appiattimento, come svendita dell’arte alle logiche consumistiche. Marilyn, come Liz Taylor o Jackie Kennedy o Elvis Presely vengono sorpresi e “fissati” di volta in volta nella loro essenza, che è determinata da quel fattore ultimamente insondabile che trasforma una persona in un mito. Warhol non vuole spiegare, non vuole interpretare, vuole solo restituire la quintessenza che ha fatto scattare sogni in milioni e milioni di persone e preservarne la bellezza dagli effetti del tempo.
 
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La voce del corvo. Una vita (1940-2001)

La voce del corvo. Una vita (1940-2001)

Storie corte con «garbugli» per mano di Veronica Piraccini
di Francesco Leonetti - Edizioni Derive Approdi 2002



L'autobiografia di Francesco Leonetti, una delle figure più vivaci e versatili della cultura italiana del secondo Novecento. Poeta, narratore, teorico e militante politico, critico, creatore di riviste, talent scout, attore: leggere l'autobiografia di Leonetti è come guardare attraverso un caleidoscopio, dove gli elementi si ricompongono in un'immagine sempre diversa, imprevedibile eppure determinata.

Nasce a Cosenza e si laurea in Filosofia a Bologna nel '45. Ha ideato e diretto, con Pasolini e Roberto Roversi, «Officina», una delle più importanti riviste letterarie del dopoguerra, e con Vittorini e Calvino «Il Menabò-Gulliver», e poi «Che fare», «Alfabeta» e «Campo». È presente con i suoi libri nelle edizioni Einaudi, Feltrinelli, Garzanti, Mondadori, Scheiwiller e molti altri editori minori. Tra i suoi libri più noti: Conoscenza per errore, L'incompleto, Tappeto volante, La cantica, Le scritte sconfinate. Ha insegnato all'Accademia di Brera formando generazioni di giovani artisti.
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Tommasino e Irene


Tommasino e Irene




Per alcuni anni, dal 1960 al 1965, Pier Paolo Pasolini curò una rubrica, arricchita dalla corrispondenza con i lettori, dal titolo Dialoghi su “Vie Nuove” (il settimanale era il tentativo, non del tutto riuscito, di un rotocalco popolare vicino al Pci, in anni successivi espresse una tendenza esplicitamente filosovietica, anche in dissenso e in larvata polemica con il partito italiano).
Una scelta delle lettere a Pasolini con le sue risposte nel 1977 venne raccolta nel volume Le belle bandiere dagli Editori Riuniti (la casa editrice del Pci), quasi due anni dopo la sua morte tragica, con una introduzione di Giancarlo Ferretti.
Ho ripreso da lì questo botta e risposta sul tema dei rapporti tra la Chiesa cattolica e la ricerca scientifica e letteraria. Mi pare che possa essere tuttora uno stimolo alla riflessione.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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16:17 Scritto da: corvo710 (Webmaster) | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook

08/02/2012

E' NATA UNA STELLA MOLTO ALTA ....710 METRI SOPRA .

Feb
8

LA BALLA DELLA CRISI MONDIALE .

Cina, i salari minimi in aumento nei prossimi cinque anni

8 febbraio 2012

La media dei salari minimi in Cina subirà una crescita annuale di almeno il 13 percento nei prossimi cinque anni, secondo il piano per il mercato del lavoro pubblicato oggi dal governo cinese. L’aumento degli stipendi è un punto chiave nel programma del governo e fa parte del piano quinquennale economico di Pechino, che mira a promuovere l’occupazione della seconda economia del mondo. Il salario minimo in Cina va dai 1.500 yuan, corrispondenti a 240 dollari, al mese a Shenzhen fino agli 870 yuan a Chongqing. Il programma del governo prevede che i salari minimi aumentino del 40 percento entro il 2015.
Feb
8

Partito e movimento

Partito e movimento

Proletariato e organizzazione

Un discorso sull’organizzazione deve iniziare da un dato di fatto: il movimento rivoluzionario sta attraversando una fase di ricostruzione, fase che segue la chiusura di un ciclo, quello delle lotte degli anni 70, che si è concluso, come è necessario, quando le forze in campo hanno raggiunto i propri limiti storici. Ciò non significa che il ciclo sia terminato con una sconfitta.
Feb
8

Universita’ di Torino- ancora violenze poliziesche contro studenti e lavoratori

Universita’ di Torino- ancora violenze poliziesche contro studenti e lavoratori

VIDEO, lotte scuola, università, ricercaNessun Commento »

Comunicato sulla giornata di mobilitazione per l’inaugurazione dell’anno accademico, 6 febbraio 2012

Questa mattina come studenti, borsisti e lavoratori dell’università e del politecnico di Torino abbiamo organizzato una manifestazione per contestare l’inaugurazione dell’anno accademico alla presenza del ministro del lavoro Elsa Fornero, quello della Sanità
Feb
8

La rabbia di Pier Paolo Pasolini

La rabbia di Pier Paolo Pasolini

nella ricostruzione di Giuseppe Bertolucci

L'Italia sta marcendo in un benessere che è egoismo, stupidità, incultura, pettegolezzo, moralismo, coazione, conformismo: prestarsi in qualche modo a contribuire a questa marcescenza è, ora, il fascismo.Pier Paolo Pasolini

(Vie Nuove n.
Feb
8

Quanto è monotono il “tecnico” Monti

Quanto è monotono il “tecnico” Monti

Dietro le scelte del governo c'è una politica precisa. Ed è un'applicazione radicale della visione liberista, proprio quando la crisi ne certifica il fallimento

Tra le qualità attribuite al governo Monti c'è la sobrietà; potrebbero dunque lasciare perplessi alcune sue posizioni. Ad esempio, è decisamente stravagante affermare che le misure di liberalizzazione presentate faranno aumentare il PIL addirittura del 10%.
Feb
8

8 febbraio 1929: Gramsci inizia a scrivere i Quaderni dal Carcere

E' l'8 febbraio 1929 quando il detenuto numero 7047 del carcere di Turi, in provincia di Bari, riceve finalmente in cella il permesso e l'occorrente per scrivere.
Feb
8

Appropriazione indebita di una lingua e dissimulazione della realtà

Appropriazione indebita di una lingua

e dissimulazione della realtà

L’ideologia neoliberista in salsa italiana, nel tentativo di imporsi definitivamente come pensiero unico dominante, sta mettendo in atto una colossale opera di appropriazione indebita della lingua italiana, usando lo strumento linguistico a fini mistificatori.
Feb
7

L'inchiesta: le discriminazioni Fiat contro tesserati Fiom

L'inchiesta: le discriminazioni

Fiat contro tesserati Fiom

Di Massimo Franchi

4 febbraio 2012

Rappresentanti per la sicurezza a cui è impedito controllare i luoghi degli incidenti sul lavoro, soppressione delle trattenute sindacali nonostante sentenze favorevoli della Cassazione, assemblee sindacali tenute fuori dai cancelli, lavoratori ed ex delegati controllati e minacciati dalla sicurezza aziendale.
Feb
7

Pronti a bombardare in Afghanistan. Ma il Parlamento?

Pronti a bombardare in Afghanistan. Ma il Parlamento?

7 febbraio 2012

Enrico Piovesana

Domani al Quirinale il presidente Giorgio Napolitano presiederà un Consiglio supremo di Difesa di cruciale importanza, poiché si esprimerà non solo sull’acquisto dei costosissimi cacciabombardieri F-35, ma anche sulla delicata decisione di autorizzare bombardamenti aerei italiani in Afghanistan.
Feb
7

Emergenza gas, via a centrali a olio. Ancora emergenza in tutta Italia. Wwf: consigli per aiutare anche gli uccellini

Emergenza gas, via a centrali a olio. Ancora emergenza in tutta Italia.
Feb
7

I sei pilastri della conversione ecologica dell’economia

I sei pilastri della conversione ecologica dell’economia

di Guido Viale

Misurarsi con il governo Monti sul suo terreno non è saggio. Monti comanda ma non governa. Comanda perché i partiti che lo sostengono (sempre più infelici) glielo lasciano fare e gli elettori che essi pretendono di rappresentare non hanno forze né strumenti per fermarlo. Per tutti il movente è unico: la paura di un disastro che non si sa valutare.
Feb
7

LA BORGHESIA HA UN SENSO DEL FUTURO ?

A corto termine, secondo Cremaschi, il senso della borghesia è trasformare l’Italia in un paese “low cost”.
Feb
6

Expo, Formigoni contestato a un convegno

Expo, Formigoni

contestato a un convegno

“Vai a casa, dimettiti buffone” Fischi, insulti, grida. Così è stato accolto

il governatore lombardo, nonché commissario della fiera internazionale

che si terrà nel 2015 a Milano, durante un incontro pubblico organizzato

per illustrare i progetti legati alle via d'acqua e alla Darsena

“Vai a casa. dimettiti buffone”. Nonostante l’invito, più volte ripetuto, Roberto Formigoni è rimasto sul palco a parlare.
Feb
6

 

17:32 Scritto da: corvo710 (Webmaster) | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | OKNOtizie | |  del.icio.us | | Digg! Digg |  Facebook

03/02/2012

TRA QUALCHE GIORNO , TORNO A CASA .

Sono  stato  criticato , giustamente , da  qualcuno  per  l'impostazione  troppo  fredda e indirizzata  troppo  verso  le  notizie , a  discapito  del  dibattito ...

cercherò , anche  se  con  non  poca  fatica , di  riportare  il  blog  verso  un  modello  che  prevede  più  dibattito  e  confronto .... magari  anche  qualche  sana  litigata .

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01/02/2012

AUTUNNO '1980: I 35 GIORNI DELLA SCONFITTA OPERAIA .

Quando il 10 settembre 1980 la Fiat annunciò 14.469
licenziamenti (12.934 nel settore auto, 1369 in quello
siderurgico, 166 alla Lancia di Varrone), in fabbrica fu subito
chiara la portata della posta in gioco. «Questa non è una
battaglia, questa è la guerra», ripetevano, con quella strana
sincronicità lessicale che a volte si verifica ai cancelli, i
vecchi operai. Sapevano che lì, su quei piazzali grigi che
rapidamente si andavano affollando di tute blu e di bandiere
rosse, su quell'incerto confine tra fabbrica e città, si sarebbero
giocati tutto: i dieci anni di lotte trascorsi, le conquiste
materiali e la solidarietà costruita, ma anche le loro vite spese,
il senso collettivo delle proprie esistenze, le ragioni del
proprio protagonismo. Sapevano che da quello scontro non si
sarebbe usciti con una mediazione. Che era una di quelle occasioni
in cui uno solo può essere il vincitore, perché in discussione non
è una qualche distribuzione di reddito, o di potere, ma l'identità
stessa dei contendenti. E vollero mettere in campo, fin da subito,
tutta la propria forza residua.

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20/01/2012

COMUNICATO STAMPA , COMITATO NO DEBITO MILANO

 

venerdì 20 gennaio 2012

COMUNICATO STAMPA , COMITATO NO DEBITO MILANO

 
 
Carissimi,
siamo i firmatari milanesi dell’appello “Bisogna Fermarli No al debito” nonchè tra i promotori (...)
dell’Assemblea Nazionale svoltasi a Roma il 1 Ottobre.
Molti di noi militano nelle vostre organizzazioni politiche e sindacali che in larga parte hanno aderito e sostengono a partire dall’Assemblea suddetta la campagna di contrasto al pagamento del debito pubblico.
Lo scorso 17 dicembre, sempre a Roma, c’è stata la seconda Assemblea Nazionale che ha deciso di adottare il seguente percorso per i prossimi mesi:
• la generalizzazione nei territori dei Comitati No Debito;
• una campagna per chiedere il diritto al voto referendario sulle scelte economiche e sociali che ci sono imposte dal vincolo europeo;
• l’approfondimento della piattaforma nel nostro movimento sempre partendo dai 5 punti dell’Assemblea del 1 ottobre, per una vasta e diffusa iniziativa di contrasto al pensiero unico sulla lettura del debito, sulla ineluttabilità del suo pagamento e della conseguente macelleria sociale che sta devastando la società e la democrazia nei vari paesi europei e per sostenere la legittimità e l’opportunità che i popoli possano pronunciarsi con un voto democratico sui vincoli europei;
• l’appello a tutte le persone e a tutte le forze organizzative che vogliono opporsi al governo delle banche in Italia e in Europa e al governo Monti per una prima grande manifestazione nazionale a Milano, in una data successiva allo sciopero con manifestazione a Roma del sindacalismo di base del 27 gennaio e alla manifestazione della Fiom dell’11 febbraio, scioperi e manifestazioni a cui il movimento No Debito aderisce e che sostiene. La manifestazione a Milano sarà preparata e preceduta da incontri e assemblee affinchè essa sia promossa e organizzata dal fronte di forze il più vasto possibile che si batta contro la politica della BCE e delle istituzioni europee, contro i tagli allo stato sociale e l’aggressione ai diritti dei lavoratori;
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18/01/2012

No Debito. Vogliamo un REFERENDUM

No Debito. Vogliamo un REFERENDUM Sabato 21 gennaio 2012 Nodebitoday: Napoli - Piazza Carità ore 10,30 Raccolta di firme per i referendum Il testo dell’appello del Comitato Nazionale No Debito per il Nodebitoday (21 gennaio 2012) Chi decide? NOI VOGLIAMO DECIDERE - sul Trattato, sulla stabilità e la governance dell’Unione economica e monetaria - sull’articolo 81 della Costituzione Si stanno assumendo decisioni di vitale importanza per tutti e tutte noi.

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18/01/2012 REPORT RIUNIONE COMITATO ROMANO NO DEBITO

mercoledì 18 gennaio 2012

 

 
Roma - Martedì 17 gennaio 2012 - La discussione si è centrata soprattutto sulla costruzione delle iniziative (...) per il lancio e la prosecuzione della campagna Noi Vogliamo decidere, con la raccolta firme sotto la petizione che chiede il referendum popolare sul nuovo trattato economico europeo e contro la modifica dell’art.81 della nostra Costituzione con l’introduzione dell’obbligo del pareggio di bilancio, come chiede L’Unione Europea. Per sabato 21 gennaio, No debito DAY, si è deciso dar luogo ad un Sit-in presso il Palazzo delle Esposizioni in Via Nazionale, dove il Comitato 1° Ottobre fece la sua prima apparizione pubblica, simbolicamente vicina sia alla Banca d’Italia che al Quirinale, durante il quale si pubblicizzerà la petizione e si raccoglieranno le firme. Il sit in avrà inizio alle ore 10.30 e proseguirà fino alle 13.30. La Commissione Comunicazione dovrà curare la convocazione di una Conferenza Stampa nello stesso luogo per le ore 12.
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17/01/2012

IN PIAZZA CONTRO MERKEL MONTI E SARKOZY

 



di Giorgio Cremaschi
Il Presidente del Consiglio Monti ha girato per l’Europa vantandosi del consenso ricevuto alle sue devastanti manovre sociali. È un atto di accusa contro tutti noi. Contro tutti noi che non condividiamo e che subiamo i danni di quelle manovre, e che non siamo riusciti finora a farci sentire.
Naturalmente le responsabilità vanno diffuse. Il movimento sindacale ha subito una sconfitta con pochi precedenti sulle pensioni, che sono state contro riformate ostentando l’inutilità del confronto sindacale. Il movimento civile e democratico, che è stato anch’esso uno dei fattori fondamentali della mobilitazione contro Berlusconi, è stato semplicemente cancellato dal voto del Parlamento che ha mandato libero Cosentino e dalla sentenza della Corte Costituzionale, che ha cancellato il referendum. (...)
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